L’eredità di Freddie: gli artisti che ha ispirato – parte 2

Freddie Mercury non faceva solo musica: dava alle persone il permesso di non avere paura.
Sul palco trasformava la fragilità in forza e l’essere sé stessi in qualcosa da festeggiare.

La sua influenza non si è fermata all’ultimo concerto. Vive negli artisti che osano sentire fino in fondo, stare sul palco senza freni ed esistere davanti al mondo senza chiedere scusa.

La volta scorsa abbiamo visto come Lady Gaga, Katy Perry e Benson Boone abbiano portato pezzi dello spirito di Freddie dentro la propria arte.

Ora tocca a un nuovo trio: dall’apertura emotiva di Shawn Mendes alle armonie dei Backstreet Boys fino alla fragilità senza filtri di Troye Sivan, per scoprire come l’eredità di Freddie continui a formare voci in angoli della musica completamente diversi fra loro.

Shawn Mendes

«Freddie Mercury is one of the most free people ever to watch perform.» (Freddie Mercury è una delle persone più libere che si possano vedere su un palco.)
Sono le parole che sceglie Shawn Mendes quando parla di Freddie, e dicono più di qualsiasi descrizione tecnica.

Shawn Mendes, noto per una scrittura emotivamente aperta e per brani pop sentiti come «Stitches», «Treat You Better» e «In My Blood», ha sempre portato i propri sentimenti in superficie. E per lui guardare Freddie non è mai stato una questione di tecnica impeccabile o di perfezione. Era lasciarsi andare: salire sul palco senza trattenere niente, lasciare che fosse l’emozione a guidare e fidarsi completamente del momento. Quel tipo di sincerità, il coraggio di essere fragile davanti a migliaia di persone, è qualcosa che Shawn si è portato nei propri concerti. Come ha detto una volta: «It’s a nice thing how he was just out there. And that’s why people loved him.» (È bello come lui fosse semplicemente lì, allo scoperto. Ed è per questo che la gente lo amava.)

Foto: © Delmiro Junior / Shutterstock

Quell’ammirazione è finita anche nelle sue immagini. Nel video di «Wonder» c’è un riferimento evidente a Bohemian Rhapsody: rifà il momento iconico in cui Freddie suona il pianoforte rovesciato all’indietro, un omaggio discreto alla libertà e alla teatralità che lo caratterizzavano.

Freddie ha dimostrato che la fragilità non rimpicciolisce un artista.
Lo rende abbastanza forte da riempire uno stadio.

Backstreet Boys

Nati all’inizio degli anni Novanta, i Backstreet Boys sono diventati uno dei gruppi pop di maggior successo nella storia della musica. Noti per canzoni come «I Want It That Way» ed «Everybody (Backstreet’s Back)», hanno contribuito a definire un’intera epoca del pop, costruita sul legame, sul sentimento e sull’emozione condivisa.

Quando i Backstreet Boys parlano dei Queen non si concentrano su una cosa sola: parlano di tutto.

Musica, immagini, guardaroba, presenza scenica, armonie: tutto quanto.

Hanno detto apertamente che i Queen hanno insegnato loro che in un concerto conta ogni parte, non solo le canzoni. Per una boy band che ha costruito la propria storia su voci, coreografie e grandi momenti, il modello di Freddie aveva perfettamente senso.

Foto: © Tinseltown / Shutterstock

Troye Sivan

Troye Sivan è un artista pop che trasforma storie personali in canzoni forti. Con brani come «Youth», «My My My!» e «Rush» ha costruito una carriera sulla sincerità emotiva, sulla fragilità e su un’espressione di sé senza paura, senza mai nascondere chi è o che cosa prova.

Quella libertà, Troye l’ha attribuita apertamente a Freddie Mercury. Lo ha ringraziato per aver mostrato al mondo che gli artisti non devono per forza entrare in categorie ordinate, e per aver dimostrato che la musica può essere audace, mobile e profondamente personale senza scusarsi. In un messaggio sentito, Troye ha detto:

«Thank you for the music. You are an absolutely insane talent. You are forever an inspiration to me and countless other people.» (Grazie per la musica. Hai un talento assurdo. Sei per sempre un’ispirazione per me e per moltissime altre persone.)

La musica dei Queen, e Freddie stesso, hanno mostrato che generi, identità e aspettative sono fatti per essere messi in discussione. Troye ha portato quella lezione nel proprio lavoro, mescolando il pop con un racconto molto personale e con la sicurezza di chi sa chi è.

Freddie non ha solo aperto delle porte.
Ha tolto i muri.

Foto: Simon Fowler, © Kathy Hutchins / Shutterstock

L’eco continua

Dalle boy band alle leggende del metal, dalle pop star dalla voce sommessa agli interpreti senza paura, l’influenza di Freddie continua a riaffiorare dove meno ve lo aspettate.

Perché non ha insegnato agli artisti che cosa essere.
Ha insegnato loro come essere sé stessi.

E questo è solo l’inizio.

Prossimamente: altri artisti, altre storie, altre prove che Freddie dal palco non se n’è mai andato davvero.

Fonti

iHeartRadio. (2018). Shawn Mendes, Luke Bryan, Backstreet Boys & More Share Tributes To Queen [Video]. YouTube. https://www.youtube.com/watch?v=Zi-RIeykOmo

Random Edits. (2020). Shawn Mendes reference of Freddie Mercury in Wonder Music Video [Video]. YouTube. https://www.youtube.com/watch?v=JXiyZhYfvuw

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