«The most important thing is to live a fabulous life»: Freddie e l’arte di far festa

«The most important thing is to live a fabulous life. As long as it’s fabulous, I don’t care how long it is.» (La cosa più importante è vivere una vita favolosa. Finché è favolosa, non m’importa quanto duri.)
– Freddie

C’è chi organizza feste. Freddie era la festa. Per lui festeggiare non era mettersi in mostra. Era piacere, teatro e far brillare la vita. Che stesse preparando regali a sorpresa per gli amici più stretti o un compleanno di più giorni a Monaco di Baviera, in ogni dettaglio metteva pensiero, gusto e stile.

I cappelli, il rumore… e la polizia

Sulle feste stravaganti di Freddie si è scritto parecchio, e come conferma Peter Freestone quasi tutto è vero. Freddie si godeva ogni minuto. Era parte della sua vita pubblica, del suo teatro, della sua gioia. Una delle preferite di Peter in assoluto era la «Crazy Hat Party» a Garden Lodge. Più di 200 ospiti riempirono la casa, ognuno con un copricapo assurdo, e Freddie era al settimo cielo. La parte migliore? A un certo punto arrivò la polizia: un vicino aveva protestato per il rumore. Ma siccome gli agenti erano in divisa, furono scambiati per invitati e semplicemente invitati a unirsi alla festa.

Un banchetto di compleanno a Ibiza

Una delle feste più memorabili di Freddie si tenne a Ibiza, al leggendario Pikes Hotel, un posto già noto per il glamour e per i guai. Per il suo compleanno Freddie organizzò un banchetto indimenticabile, con protagonista una paella enorme servita a centinaia di ospiti. Cotta all’aperto in padelle giganti, era piena di gamberi, pollo, capesante e spirito mediterraneo. Si procurò i piatti in ceramica, curò di persona i dettagli e si fece perfino spedire le pentole da Londra per far venire il piatto come si deve. Non fu solo una festa: fu un’esperienza, e rifletteva l’amore profondo di Freddie per il cibo, la generosità e il gesto teatrale.

Foto di Peter Freestone

I capodanni di Freddie Mercury

Come accoglieva Freddie l’anno nuovo? Con feste sfavillanti e costumi arditi, o con serate più tranquille, fatte di risate e amici stretti? La verità è che non ne sappiamo molto. A differenza dei compleanni o dei concerti leggendari, i suoi capodanni sono rimasti quasi del tutto senza documenti, a parte qualche squarcio indimenticabile, catturato dall’obiettivo del noto fotografo britannico Richard Young.

Il 31 dicembre 1978 Young fotografò Freddie per la prima volta al Maunkberry’s di Londra, dove festeggiava con Britt Ekland e Ronnie Wood. Due anni dopo, al capodanno del 1980, Freddie tornò nell’inquadratura di Young: questa volta al Legends, a brindare accanto a Roger Taylor.

Queste rare istantanee lasciano una curiosità: Che canzone stava suonando quella notte? Chi altro c’era? Che cosa disse Freddie allo scoccare della mezzanotte? I dettagli forse sono andati persi, ma la sensazione resta. Le immagini non mostrano solo un’icona del rock a una festa: catturano il battito della notte londinese e la scintilla privata di un uomo famoso per il suo splendore pubblico.

Alla fine forse i capodanni di Freddie erano proprio questo. Non messe in scena elaborate, ma momenti luminosi e intimi: fugaci come un brindisi, senza tempo come una fotografia.

Con World of Freddie vi avvicinate molto di più: non all’icona, ma all’uomo dietro tutto questo.

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